8
lug
2010
By thewayofthewarrior

Le strade erano semi deserte e le uniche attività commericiali aperte erano i chioschi attrezzati con televisori che mandavano a tutto volume la partita del mondiale di calcio: Brasile-Olanda. La maggior parte della gente non prestava attenzione ad altro, tranne a quel pallone e a una vittoria che stava sfumando.
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2 commenti | tags: Brasile, criminalità, culture, favelas, polizia, Rio de janeiro | inserito in Brasile
25
dic
2009
By thewayofthewarrior

Appena messo piede fuori dalla Guesthouse un motociclista mi chiede se ho bisogno di un passaggio. Annuisco e gli indico una serie di numeri e nomi che ci avrebbero dovuto portare al’accademia di Bokator. A una prima occhiata domanda: Bokator? cos’è il Bokator? ”E’ la vostra arte marziale” – replico, ormai non più stupito nel constatare di come la maggior parte dei cambogiani siano inconsapevoli dell’esistenza del Bokator. Dopo aver chiesto aiuto ad altri motociclisti, ci avviamo in moto andando a zig zag nel traffico quasi cercando ogni modo per incidentarci creativamente. Credevo di aver visto gli autisti più spericolati in Cina…ma mi sbagliavo! Le precedenze e i semafori non hanno motivo di esistere in Cambogia e tutto è dettato dai riflessi di chi guida e dalle sonore strombazzate di clacson. Arriviamo vicino a un mercato, pago il taxista 1 dollaro e mi avvio, ma vengo subito fermato da quest’ultimo che mi chiede se può venire con me, per potermi dare una mano e poter così riaccompagnarmi. Accetto volentieri e subito Lili’, il nome del taxista, si fa strada tra la folla del mercato, girandosi di continuo e, sfoggiando un modesto inglese, mi chiede da dove arrivo e come mai sono interessato al Bokator.
Il mercato è un qualcosa di bene lontano dai nostri. Capisci di essere arrivato nella zona adibita alla vendita di carne e pesce per gli odori forti che possono farti storcere il naso di continuo. Le mosche si contendono tutto quello che c’è alla vista e galline impaurite legate al suolo sembrano già intuire il loro destino, mentre vicino a loro una signora con una mannaia taglia a colpi sicuri il pollame appena macellato. Pesci del fiume pescati in mattinata si dimenano sul suolo e donne attente, munite di semplici attrezzi, squamano il pescato con gesti meccanici.
Davanti a ogni bancarella c’è una ressa di gente e la via del mercato è quasi intasata da una grande folla. Lilì si gira per assicurarsi che abbia il mio portafoglio davanti e sotto occhio, e prima di uscire da questo posto tanto diverso e unico ci fermiamo a comprare 2 manghi. Troviamo l’Accademia, il maestro non c’è e ad accogliermi c’è una gentilissima ragazza e tre studenti. Sono felici di sapere di come sia a conoscenza di questa arte marziale, ancora di più di sapere delle mie intenzioni di praticarla. Mi chiedono se posso tornare più tardi per incontrare il Maestro. Ci organizziamo e ci diamo appuntamento in serata.
Guarda il video del mercato su youtube
6 commenti | tags: accademia, arte marziale, Asia, Bokator, Boxkator, Cambogia, culture, gente, mercato, Phnom Penh, viaggi, viaggio | inserito in Cambogia
13
lug
2009
By thewayofthewarrior

Il giorno libero si dedica al riposo, al ristoro in qualche ristorantino tipico di Dengfeng e al vagabondaggio tra le vie della piccola città; è nel camminare tra negozi e bancarelle e bevendo una tazza di tè in un locale che si può apprezzare e conoscere meglio la Cina.
Quando tra le vie di Dengfeng è incominciato a piovere ho cercato riparo in una libreria. Ragazzi di ogni età e anziani si affollavano dentro occupando ogni spazio. A differenza delle nostre librerie i cinesi stanno seduti, accovacciati o in piedi leggendo libri e riviste. Pur immersi nella lettura distoglievano lo sguardo per regalare un sorriso nel vedermi e alcuni si lasciavano andare, in cinese, un allegro: “ciao, straniero”. Forse anche per quella barba non fatta da settimane che mi dava un’apparenza un po’ trasandata, un po’ da forestiero. Sempre curiosi e cordiali nei loro modi, mi guardavano divertiti mentre invano cercavo di capire cosa ci fosse scritto in quei libri posti tra gli scaffali. C’erano anche diversi libri sulla medicina tradizionale e sulle arti marziali e l’idea di non poter leggere nemmeno uno era frustrante.
Diminuita la pioggia ho continuato a girovagare finché lo stomaco non ha guidato i miei passi fino ad un ristorante dove ho ordinato diversi piatti, ma chissà perchè me ne sono arrivati altri completamente diversi…
nessun commento | tags: cina, culture, dengfeng, gente, ristoranti, vita | inserito in Diario Cina