Verso l’accademia di Bokator

Mercato Phnom Penh-Cambogia

Appena messo piede fuori dalla Guesthouse un motociclista mi chiede se ho bisogno di un passaggio. Annuisco e gli indico una serie di numeri e nomi che ci avrebbero dovuto portare al’accademia di Bokator. A una prima occhiata domanda: Bokator? cos’è il Bokator? ”E’ la vostra arte marziale” – replico, ormai non più stupito nel constatare di come la maggior parte dei cambogiani siano inconsapevoli dell’esistenza del Bokator. Dopo aver chiesto aiuto ad altri motociclisti, ci avviamo in moto andando a zig zag nel traffico quasi cercando ogni modo per incidentarci creativamente. Credevo di aver visto gli autisti più spericolati in Cina…ma mi sbagliavo! Le precedenze e i semafori non hanno motivo di esistere in Cambogia e tutto è dettato dai riflessi di chi guida e dalle sonore strombazzate di clacson. Arriviamo vicino a un mercato, pago il taxista 1 dollaro e mi avvio, ma vengo subito fermato da quest’ultimo che mi chiede se può venire con me, per potermi dare una mano e poter così riaccompagnarmi. Accetto volentieri e subito Lili’, il nome del taxista, si fa strada tra la folla del mercato, girandosi di continuo e, sfoggiando un modesto inglese, mi chiede da dove arrivo e come mai sono interessato al Bokator.

Il mercato è un qualcosa di bene lontano dai nostri. Capisci di essere arrivato nella zona adibita alla vendita di carne e pesce per gli odori forti che possono farti storcere il naso di continuo. Le mosche si contendono tutto quello che c’è alla vista e galline impaurite legate al suolo sembrano già intuire il loro destino, mentre vicino a loro una signora con una mannaia taglia a colpi sicuri il pollame appena macellato. Pesci del fiume pescati in mattinata si dimenano sul suolo e donne attente, munite di semplici attrezzi, squamano il pescato con gesti meccanici.

Davanti a ogni bancarella c’è una ressa di gente e la via del mercato è quasi intasata da una grande folla. Lilì si gira per assicurarsi che abbia il mio portafoglio davanti e sotto occhio, e prima di uscire da questo posto tanto diverso e unico ci fermiamo a comprare 2 manghi. Troviamo l’Accademia, il maestro non c’è e ad accogliermi c’è una gentilissima ragazza e tre studenti. Sono felici di sapere di come sia a conoscenza di questa arte marziale, ancora di più di sapere delle mie intenzioni di praticarla. Mi chiedono se posso tornare più tardi per incontrare il Maestro. Ci organizziamo e ci diamo appuntamento in serata.

Guarda il video del mercato su youtube


6 Commenti to “Verso l’accademia di Bokator”

  • Manuel ha commentato:

    sei un grande, davvero credimi speriamo che anche il mio “progetto” parta per trovarci poi in giro per questa nostra splendida terra bistrattata ciao bello

  • alex ha commentato:

    ciao andrea!pratico silat da 5 anni.vorrei passare un paio di settimane in cambogia in qualche training camp di bokator.mi dai unad ritta , per favore?ciao, alex

  • thewayofthewarrior ha commentato:

    Ciao Alex se vuoi posso darti qualche contatto per l’accademia di Bokator a Phnom Penh o la palestra dove praticano Pradal Serey.

  • alex ha commentato:

    ti ringrazio!!!mi mandi un email?auguri per i tuoi progetti(un po’ ti invidio)alex

  • Marco ha commentato:

    Ciao thewayofthewarrior, ho letto il tuo racconto,molto bello,sto cercando da molto tempo come allenarmi di pradal serey. Mi potresti indicare come arrivarci in cambogia al camp..Mi sono solo allenato in thai e mi piacerebbe provare l’asperienza!!! ti ringrazio in anticipo..

  • thewayofthewarrior ha commentato:

    Ciao Marco, per allenarti di Pradal Serey devi andare in questa palestra che e” un”altra. Qui troverai ottimi atleti e allenatori tra questi anche Paddy fondatore della palestra. La migliore che puoi trovare a Phnom Penh.
    un saluto
    e buona fortuna
    Andrea

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